Attivita' culturali anno 2003

 

Roma
Teatro Vascello - Sala 1 Lunedì 10 novembre ore 21,00

Spoleto
Teatro Caio Melisso Sabato 15 novembre ore 21,00

Formello
Teatro J. P. Velly Giovedì 27 novembre ore 21,30

Genazzano
Castello Colonna Sabato 29 novembre ore 21,00

MOSTRA "LA STANZA DELLA MEMORIA" AL CASTELLO COLONNA DI GENAZZANO DAL 29 NOVEMBRE 2003 AL 6 GENNAIO 2004 DEDICATA A TADEUSZ KANTOR - ESPOSIZIONE DI DISEGNI E FOTO

 

in collaborazione con il Teatro Vascello

Con il contributo di:

Provincia di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali
Regione Lazio - Assessorato alla Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo
Comune di Roma - Municipio XVI
Comune di Spoleto
Comune di Genazzano
Comune di Formello

 

figurazione drammatica nostalgicamente dedicata a
Tadeusz Kantor

progetto a cura di RITA CORRENTI
regia teatrale GIANLUCA BOTTONI

Una scuola abbandonata...aveva una sola classe..era possibile guardarla
attraverso i vetri impolverati di due finestre...incollai la faccia al vetro:
guardai molto a lungo nel fondo torbido e oscuro della mia memoria.
ero nuovamente un ragazzino.
oggi so che accanto a quella finestra è nato qualcosa di importante.
mi sono reso conto con evidenza insolita
dell'esistenza del ricordo.
(Tadeusz Kantor)

Una finestra ..ecco tutto.
Il nostro amarcord di una sera, sarà intorno ad una grande finestra.
Davanti un bambino di ieri e di oggi.
Nella metà degli anni '80 Tadeusz Kantor,regista e pittore tra i più sensibili della scena polacca dell'ultimo secolo, intensifica i rapporti con l'Italia , con le prove e i debutti dei suoi spettacoli, Nel 1989 porta in tour il suo spettacolo "Quì non ci torno più", che inaugura nel maggio di quell'anno il nuovo Teatro Vascello di Roma.
In un clima frastornante da fiera di paese, tra urla e schiamazzi e sulle diapo dei suoi primi quadri informali della fine degli anni '50 si comincerà pian piano a intravedere il corpo degli attori ,ognuno con la sua "figurazione".
"..era un 'età tempestosa,piena di lacerazioni interiori..il quadro materia del mio organismo...trovare delle creature ..e le ho trovate: i posticci i posticci umani... li ho trovati nel mio baraccone da fiera ,nel mio teatro...perchè il teatro? Se sia bene che la pittura risolva i suoi problemi in un'altra disciplina.."
Man mano si vedranno anche gli oggetti della memoria a ognuno del quale verrà collegato un brano recitato o un pezzo musicale.
".....dalla realtà vivente estrassi un Oggetto ..la ruota infangata di un carro di campagna, e una vecchia asse di steccato..."
Il procedere sarà a ritroso verso appunto il mondo dell'infanzia e una nostalgica mistica "Sacra Notte".

Con questa figurazione drammatica vogliamo dare corpo insieme a attori testimoni,musicisti,scrittori che hanno avuto passi, suoni, memorie e utopie ispirate da Kantor a un momento teatrale ed espositivo.

Lo spettacolo sarà presentato a Roma, Spoleto, Formello e Genazzano.
Perchè questo giro e tutte queste piazze? La nostra idea è quella di creare una rete di collaborazioni e dei punti nodali di creatività. La cultura oggi ha bisogno di relazioni allargate, messe a sistema da sinergie e condivisioni ad ampio contenuto strategico. La cultura è la nostra industria, è la nostra identità, è la nostra patria: lavorare sul fronte culturale a volte è sconsolante, poichè ci si rende conto di quanto viene disperso o di quanto viene non focalizzato per la nostra crescita endogena. Da operatore culturale proporre una scelta così impegantiva mi porta a sperare che i segnali che si lanciano siano recepiti e ben visti da tutti coloro che gravitano nel mondo della cultura. La lettura della nostra realtà passa anche per la condivisione delle visioni, da cui senza dubbio deriva la risoluzione a qualche tipo di problema di attualità, certo non tutti. E' nostra la funzione maieutica, nei confronti di chi cerca risposte nelle operazioni culturali.
Il teatro è un veicolo: il teatro è quel mondo rovesciato che mette a nudo le nostre trame. Proporre un autore dal genio unico quale Tadeusz Kantor partendo con uno spettacolo sulla memoria da Roma, dal Teatro Vascello inaugurato dallo stesso Kantor proprio nel 1989, è un po' come portare in giro una filosofia che la direzione artistica del Vascello ha fatto propria da sempre. Ricerca, studio, sperimentazione, duro lavoro di grande responsabilità culturale. Forse non è un caso che il Vascello abbia inaugurato la propria attività con Kantor.
Portare MIRIKORDOKANTOR a Spoleto, sede di uno dei più importanti Festival del mondo per le proposte artistiche dove Kantor, per un caso fortuito come confessa Maria Kantor, non è mai stato è come rimettere a posto un tassello mancante e questo, come presidente dell' Associazione Piazza Duomo, residente proprio a Spoleto, mi riempie di gioia.
Arrivare poi a Formello, in provincia di Roma, dove da quest'anno si è inaugurata la Libera Università degli Studi che mira alla creazione di profili professionali del mondo dello spettacolo è stata una scelta obbligata: le azioni devono avere un futuro consapevole e i nostri giovani devono avere l'opportunità di cogliere i messaggi che i geni ci tramandano attraverso la loro memoria.
Infine chiudere il percorso con Genazzano, dove un pool di amministratori illuminati ha ridato vita a Castello Colonna, ora sede di un polo di arte contemporanea molto importante e accreditato in tutto il mondo, con l'obiettivo di farlo diventare un centro propulsore per le arti. Qui lasceremo fino al 6 gennaio tutto ciò che abbiamo lavorato su Kantor: le scenografie e i disegni e qualcosa di più. Con la speranza che questa rete si consolidi e crei nuovi spunti per stare insieme e crescere.
Scegliere come autore Kantor è stato difficile e importante: difficile per l'unicità della sua arte. Un percorso molto personale, di una genialità quasi sconcertante per la sua semplicità. E nella semplicità del suo discorso vi è l'importanza della nostra scelta: Kantor può insegnare a guardare la realtà con gli occhi dell' anima. Anzi un po' ci obbliga. Il dare alle sensazioni delle parole coraggiose, dei colori che alla fine si amalgamano e positivo e negativo coincidono nel profilo netto della verità, delle scenografie essenziali e nello stesso tempo pregnanti, insieme alla grafia dei segni pittorici così unici e altamente simbolici ci indicano la strada della coscienza libera e della individuale vita umana che bisogna preservare dalla distruzione e dall' oblio e da tutte le forze negative del mondo.

Rita Correnti

 

 

 

Kantor

foto "Tadeusz Kantor" tratta da "Kantor" di
Maurizio Buscarino, Leonardo Arte, 2002 Milano ©

 

 

 

dot

 

 


Disegni © di Giancarlo Nanni
tratti dallo spettacolo Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor - Teatro Vascello 1989


Kantor




Kantor




Kantor